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Tratto da: https://www.diocesi.torino.it/

 

La comunità poirinese celebra, domenica 27 settembre 2020, il 41° anniversario della morte del venerabile Silvio Dissegna, suo concittadino, che un terribile cancro osseo ha portato via all’età di 12 anni. Da quasi un anno le spoglie mortali di Silvio riposano nella chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore in Poirino ed ogni giorno c’è chi si ferma davanti alla sua tomba per una preghiera, per scrivere un pensiero o per invocare la sua intercessione e ottenere una grazia dal Signore. E gli «amici» di Silvio in questi anni sono diventati tantissimi e Silvio è conosciuto e amato anche in moltissimi paesi del mondo, poiché la sua storia ha dell’incredibile.

Nasce il 1° luglio 1967 all’ospedale di Moncalieri, cresce a Poirino in una famiglia operaia, con un fratello, Carlo, più piccolo di un anno, e trascorre una fanciullezza spensierata e attiva con tanta voglia di vivere. Frequenta le scuole elementari a Poirino con ottimi risultati e cresce nel dono della fede attraverso l’esempio di papà Ottavio e mamma Gabriella ed il cammino catechistico proposto dalla parrocchia. Una vita che si prepara a sbocciare per chissà quale futuro … ma nel gennaio del 1978 Silvio avverte i primi sintomi del male: un dolore insistente alla gamba sinistra.

È l’inizio del suo calvario, lungo quasi due anni, doloroso, a volte atroce, che progressivamente lo immobilizza a letto, lo rende cieco e quasi sordo e che si conclude sul far della sera del 24 settembre 1979 con la visione del volto radioso di Dio. Infatti tutto questo tempo di sofferenza è accompagnato dal fiorire stupendo dell’interiorità di Silvio che chiede ed ottiene di poter ricevere ogni giorno Gesù nel pane eucaristico, che cerca la dolce compagnia della mamma di Gesù «Madre mia, fiducia mia», invocata ogni giorno con la preghiera del santo rosario, che come tutti si interroga «ma perché proprio a me questo male?», che continua a sperare nel dono della guarigione ma che arriva a mormorare dolcemente «ogni mio dolore sia un gesto di amore per Te, o Gesù!» e che si spegne con sulle labbra le parole «Mamma! Papà!».

La breve esistenza di Silvio è uscita dall’intimità delle mura domestiche di casa Dissegna ed è diventata un forte richiamo per tantissimi «amici di Silvio» (poirinesi e non) che si troveranno a Poirino domenica 27 settembre per ringraziare ancora una volta il Signore per il dono di questa testimonianza.

PROGRAMMA

Il programma delle celebrazioni di domenica 27 a Poirino prevedono: alle 16.30 la proiezione di un video sulla vita del venerabile Silvio presso la scuola Amaretti di via Alfazio; alle 17 una preghiera contemplativa guidata a Santa Maria Maggiore e alle 18 la solenne celebrazione eucaristica  con la termine la preghiera sulla tomba del Venerabile sempre in Santa Maria Maggiore.

(D.P. da «La Voce E il Tempo» del 20 settembre 2020)

27/09/2020 00:00
27/09/2020 00:00

Abbiamo iniziato il mese di settembre, in cui cade la festa del Venerabile Silvio; giorno della sua nascita al cielo, avvenuta il 24 settembre. Ci prepariamo alla festa con alcuni scritti, che ci aiutano a conoscere, incontrare e pregare Silvio.

Silvio Dissegna nasce il 1° luglio 1967 a Moncalieri (TO).

I genitori si impegnano subito a dargli una educazione veramente cristiana.

Ha pochissimi anni, quando già fa tutto per far piacere e rendersi utile ai suoi cari ed agli amici con cui gioca. Qualche volta, non ci riesce e ne soffre assai non tanto per sé, ma per gli altri che vuole far contenti.

Nella sua casa – nella bella campagna di borgata Becchio a Poirino – prova una grande gioia quando i suoi genitori gli fanno conoscere Gesù e gli insegnano a pregare mattino e sera. Tra lui e Gesù, nasce prestissimo un rapporto intenso, come un’intesa segreta che diventa vita a due, quando con il fratello Carlo, si accosta alla 1 Comunione.

Da quel giorno, il suo più grande desiderio è di ricevere Gesù eucaristico il più possibile. A scuola, si distingue per l’intelligenza e per l’impegno, ma gli piace pure giocare e fare passeggiate a piedi o in bicicletta nei prati e nei boschi. Incanta tutti con il suo affetto, con il suo “grazie” sempre pronto e il suo continuo sorriso.

Quando nel gioco vince le palline le restituisce a chi le ha perse. Gli piace tanto giocare al pallone e vuole diventare da grande come Gori della Juve. I suoi quaderni di scuola si riempiono di cose belle: descrizioni della natura, dei giochi, della vita familiare e anche di propostiti per l’avvenire: ”Da grande farò il maestro per insegnare agli altri ”Gesù è stato così buono che voglio esserlo anch’io”.

Per il Natale 1977, la sua mamma gli regala la macchina da scrivere. Silvio la collauda subito, scrivendo sul foglio: ” Ti ringrazio, mamma, perché mi hai messo al mondo, perché mi hai dato la vita che è tanto bella. Io ho tanta voglia di vivere”. Nella primavera del 1978 si lamenta di un dolore insistente alla gamba sinistra. All’ospedale di Moncalieri, i medici  scoprono che si tratta di un brutto tumore alle ossa. Silvio ha 11 anni ma intuisce che cosa gli sta capitando. Non dispera, desidera guarire, ma si affida alla volontà di Dio, prega… Il 21 maggio 1978, già in carrozzella, riceve la Cresima nella chiesa parrocchiale di Poirino.

Le sue condizioni si aggravano e sovente ha già tanto dolore. Il 4 giugno 1978, chiede ai suoi: ”Dite a don Luigi (un sacerdote della sua parrocchia), di portarmi la Comunione a casa. Voglio Gesù tutti i giorni”.   Il buon prete lo accontenta, portandogli quotidianamente la Comunione. Silvio si aggrappa alla corona del  Rosario e prega la Madonna intensamente, sempre più a lungo. Inizia per lui una lunga “Via Crucis”, dal giugno 1978 al gennaio 1979: per sette volte, va all’ospedale “G. Roussy” di Parigi in cerca di cure e di guarigione. I dolori si fanno più atroci. Gesù ricevuto ogni giorno gli fa comprendere il valore della sofferenza: soffre, offre e prega per tutti. Ripete spesso”Oggi offro le mie sofferenze per il Papa, i peccatori, la Chiesa per la conversione dei peccatori, per i missionari, affinché Gesù sua conosciuto ed amato”.

Accoglie sempre tutti con un sorriso, incoraggia i genitori ed il fratello. Fa forza anche al medico che si sente impotente: ”Le mie sofferenze mi preparano a vedere Dio”, gli dice. Chi lo avvicina si sente consolato da lui e s’accorge che da lui irradia serenità e pace. La sua vita sta spegnendosi, ma lui continua a dire: ”Devo restare solo con Gesù, parlargli, dirgli tutto quello che ho dentro il cuore. Tu mamma riposati, che sei tanto stanca. Gesù io soffro come quando trasportavi la croce ed eri picchiato”.

Nel maggio 1979 la gamba sinistra si spezza. In giugno perde la vista. I dolori lo schiantano. Ampie piaghe si aprono nel suo corpo. Eppure non si lamenta quasi mai. Solo chiede la Comunione ogni giorno per avere la forza lui e darla anche a papà e mamma.

Il 24 settembre riceve lucido e forte l’Unzione degli infermi e il Viatico. Prega con il parroco e risponde forte “Amen” alle preghiere del parroco ed alle 21,20, Silvio Dissegna, a 12 anni e tre mesi, va incontro a Gesù nella luce di Dio.       

Testo di don Lio de Angelis al Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Torino, sezione per le Cause dei  Santi

E' uscito il nuovo bollettino di Silvio! Agli abbonati arriverà per posta oppure si può scaricare e leggere, con i numeri precedenti, nella sezione "Pubblicazioni" cliccando, nel sito, in alto a destra oppure qui di seguito:

Bollettino Luglio 2020

Tanti auguri di buon Compleanno, Silvio!
Tu ragazzo, amante della vita, della bellezza della creazione, cresciuto nella Fede, sofferta e profonda. Ti sei "fatto amico" di Gesù e di Maria e la tua vita anche se breve è diventata bella e vittoriosa! Accompagnaci, Silvio con la tua intercessione, aiutaci a crescere nella Fede e prega per chi è stanco, piegato, confuso e senza gusto per la vita. Accompagna i giovani, i ragazzi i bambini a crescere nel dono e nella Fede con l'amico Gesù!
Ancora: tanti auguri!

Ieri pomeriggio, dopo due mesi di “clausura”, siamo andati in chiesa a Poirino, per una preghiera sulla tomba del Venerabile Silvio e abbiamo affidato alla sua preghiera e intercessione tutti i suoi amici, i sui devoti e tutti coloro che lo invocano. Gli abbiamo anche affidato questo tempo di pandemia, perché ci sia risparmiato ogni malattia, i malati siano guariti e i morti possano godere la pace dell’abbraccio di Dio padre! In questo mese dedicato alla Vergine Maria, preghiamola e invochiamola, come ha fatto e insieme a Silvio. Egli, ci ricorda: “Reciterò ogni giorno il Rosario intero alla Madonna. A Giacinta e Francesco la Madonna ha promesso che li portava in Paradiso; a me non ha promesso nulla. La sento però tanto vicina”

 

"Sono giunto in cima con Gesù…ma dopo ci sarà la risurrezione”

 

Con queste parole del Venerabile Silvio, ci auguriamo una Buona Pasqua, nel Signore Risorto! Ci auguriamo anche noi, di essere arrivati in cima, a questo momento di malattia virale e di ogni virus contro la solidarietà, la fraternità e ogni egoismo. Ci sostenga con la sua preghiera e con la sua intercessione il Venerabile Silvio e ci faccia gustare la bellezza dell’incontro con il Signore Risorto!

Riportiamo questa meditazione di don Domenico Cravero, parroco di Poirino, in questi giorni in cui siamo invitati a restare a casa a causa del coronavirus e a fare della nostra casa la Chiesa dove vivere rapporti d’affetto e la preghiera quotidiana. Un piccolo stimolo a invocare l’intercessione e la preghiera del Venerabile Silvio. In comunione verso la Pasqua del Signore!

 

In questi giorni così particolari vorrei lasciarvi un pensiero semplice e spontaneo. Lo raccolgo attorno a una preghiera del nostro Silvio Dissegna: “Signore Gesù io soffro come quando tu trasportavi la croce ed eri picchiato. Io sono qui nel mio letto con tanto male; le mie sofferenze le unisco alle tue. Stammi vicino, o Gesù” (estate 1979). Questa testimonianza di grande coraggio mi fa pensare a due cose. Innanzitutto al dolore di tante persone delle diverse età colpite dal virus, bloccate nella respirazione che è la prima necessità vitale. Penso poi al dovere di fare tutto il possibile per evitare la contaminazione e non trasmetterla agli altri.

Mentre negli ospedali si combatte in prima linea questa calamità, vediamo giorno dopo giorno il risveglio dell'Italia. C’è disponibilità alla solidarietà e voglia di dare una mano. S’inventano forme di creatività e ingegno, si trovano occasioni per non lasciar prevalere la paura e il disorientamento.

La situazione dell'epidemia è grave ma il nostra paese dà prova di sé. Non ci rassegniamo.

In questo momento di smarrimento, non basta però convincerci che, insieme, ce la faremo, dobbiamo anche cogliere ciò che questa pandemia ci può insegnare. Ci accorgiamo delle cose che amiamo, quando esse non sono più disponibili. La solitudine forzata ci sta così insegnando il valore e la gioia di stare insieme, la distanza obbligata ci fa sentire tutto il valore delle nostre amicizie. Stiamo comprendendo le cose più semplici  ma che siamo portati a dimenticare e trascurare.

Da questa emergenza dovremo imparare a chiederci, coraggiosamente: “Come dobbiamo vivere?”. Alcune cose in questi giorni diventano più chiare. Sono quelle essenziali:

- stare vicini alle persone a cui vogliamo bene, vivere nel rispetto e nella solidarietà con tutte le persone che la vita ci offre. Stiamo scoprendo il valore di una stretta di mano e dei modi con cui scambiarci stime e affetto.
- mantenerci umili, senza arroganze o inutili polemiche. Non siamo onnipotenti. Abbiamo sottomesso la natura, conquistato i cieli, viaggiato tra gli astri, ma con virus e batteri siamo impotenti.

-  ricollegarci con la natura, orientarci a stili di vita sostenibili nei consumi, nell’alimentazione, nella gestione dei beni. Certi disagi derivano anche dalla rottura dell’equilibrio ecologico.

- Il cambiamento delle nostre abitudini comincia dalla cura. Prenderci cura degli altri e del mondo è ciò che ci rende umani.  Un male comune (il virus) ci può aiutare a capire quanto più potente possa essere il bene comune.

- Potremmo, infine mettere ordine nella nostra vita per scoprire e non trascurare ciò che è veramente importante.

Speriamo che le cose che stiamo imparando in questa emergenza non ce le dimentichiamo quando saremo tornati alla normalità.

Il senso di questa quaresima e della settimana santa, trascorse in modi così anomali, sta tutto nell’impegno che sapremo dare per creare legami schietti e profondi tra noi.

E' uscito il nuovo bollettino di Silvio! Agli abbonati arriverà per posta oppure si può scaricare e leggere in anteprima, con i numeri precedenti, nella sezione "Pubblicazioni" cliccando, nel sito, in alto a destra oppure, ancora più comodamente, qui di seguito:

Bollettino Marzo 2020